Maria Chiara Calvani

marzo 14, 2008

La mia ricerca artistica, nasce dall’ interesse per diverse forme di narrazione. Ho sempre considerato l’ascolto un privilegio, un dono e ogni individuo come il depositario di una o di tante storie.
Chiunque con la propria storia da raccontare, contribuisce a fornire nuovi punti di osservazione della realtà.
Mi sono da sempre domandata dove fosse situato il luogo dove la parola e l’immaginario che da forma ad essa si incontrano, dove si nasconda il piccolo spazio in cui ogni individuo va a pescare per costruire il suo mondo narrativo. Le storie di cui ciascuno è depositario, hanno sempre generato in me quello stupore che mi ha spinto a tentare di scoprire il punto in cui tutto questo ha origine. Mi piace pensare ad un luogo da scovare, ad una stanza senza pareti, in cui i segreti e le trame assurde di mille storie sono custoditi.

Possiedo da anni un diario in cui ogni mattina scrivo i sogni fatti la notte precedente, corredando lo scritto se necessario di disegni e brevi schemi che sfuggono alla logica del pensiero razionale diurno. Questa pratica mi ha portata a prestare sempre più attenzione al mondo onirico. Ho iniziato a domandarmi se quello spazio, contenitore di trucchi e fantasie (in cui l’uomo da millenni va a pescare) per costruire le storie che io tanto amo si trovasse proprio qui, nel luogo che unisce la veglia al sonno. Mi sono concentrata così su questo luogo, perché forse avevo trovato una possibile risposta alla mia domanda o perché sentivo una necessità di andare a fondo su questo argomento mai avvertita prima.

Lo stato di sogno è lo stato iniziale della nostra vita, dal sogno ci svegliamo; la veglia avviene, non il sogno. Abbandoniamo il sogno per la veglia, non viceversa.

Maria Zambrano

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