“La legge non è uguale per tutti” 2014

ITALIAN PENAL CODE (la legge non è uguale per tutti)

una video-azione di Maria Chiara Calvani in progress…

Una serie di interviste del cosiddetto “uomo della strada” mettono in evidenza la distanza tra la percezione individuale del giusto (morale) e la codifica delle norme di convivenza sociale (diritto).

L’intervistatore pone a sé stesso ed ai suoi simili domande che suggeriscono la ricerca di un sistema di regole che possa guidarlo nel mondo.

Ma le regole formali (il codice) e informali (il senso comune) sono solo i limiti e spesso non ben definiti (come dimostrano le divertenti interpretazioni filmate) di una sfera intima e privata fatta di libero arbitrio, motivazione esistenziale e responsabilità individuale che il soggetto porta con sé come croce e delizia della sua presenza nel mondo. 

Tommaso Battista

 

Interviste

  • Renzo Bernardini (architetto) al bar LIBRO I DEI REATI CAPO III DELLE PENE ACCESSORIE IN PARTICOLARE 28. Interdizione dai pubblici uffici ; 29. Casi nei quali alla condanna consegue l’interdizione dai pubblici uffici 30. Interdizione da una professione o da un’arte.
  • Benedetta Rinaldi (studente 2° anno di giurisprudenza) TITOLO III DELITTI CONTRO LA P.A. 341. (1) oltraggio a un pubblico ufficiale 341.bis oltraggio a pubblico ufficiale
  • Lorenzo Mafodda (studente 2° anno di giurisprudenza) LIBRO II DEI DELITTI 640 bis Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
  • Federico Lordi (studente 2° anno di giurisprudenza) LIBRO II DEI DELITTI 286. Guerra civile kingofthesouth@hotmail.it
  • Sebastiano Pino DEPENALIZZAZIONE 28. Prescrizione
  • Anonimo STUPEFACENTI 93. L. 26 giugno 1990, n. 162, art. 24, comma 1. Estinzione del reato. Revoca della sospensione.
  • Mauro Di Lello (uffici prefettura dipendente) INDULTO L. 31 luglio 2006 n. 241 Concessione di indultodilello@interno.it
  • Saif Uddin (Bangladesh) (Ufficio immigrazione) CITTADINI EXTRACOMUNITARI 17. diritto di difesa
  • Annalaura Barbaro (casa e ufficio) studiosa di lingua russa articolo 250 del codice penale della federazione russa sull’inquinamento delle acque
  • Rita Virgili Avvocato penalista   n. 595 codice penale reato di diffamazione
  • Giancarlo Ascanio Avvocato penalista art 570 violazione degli obblighi di assistenza familiare
  • Anselmo De Cataldo   Avvocato penalista 502 serrata e sciopero
  • Antonio Venti regista art 734 bis Divulgazione delle generalità o dell’immagine di persona offesa da atti di violenza sessuale
  • Fabio Seri Antropologo tutor linguistico lavora in uno studio tecnico art.304 cospirazione politca mediante accordo
  • Michela De Licio Architetto 333 abrogato abbandono individuale di un pubblico ufficio servizio o lavoro, art 495 fraudolente alterazioni per impedire l’identificazione o l’accertamento di qualità personali
  • Alessandro Miano Martina D’Andrea LIBRO II DEI DELITTI 419. Devastazione e saccheggio, studenti dell’Istituto superiore Rossellini di Roma.

RIFLESSIONI SUL PROGETTO

Poco tempo fa con alcuni colleghi organizzatori di open house si era parlato di sviluppare un progetto che avesse come tema quello delle carceri. Tutto era partito dalla visita al carcere di Rebibbia fatta in occasione di open house 2013. In quell’occasione un gruppo di una ventina di persone compresa la sottoscritta accompagnata dall’architetto Sergio Lenci figlio del progettista del Carcere Ruggero Lenci, e dall’Avvocato Battista aveva visitato l’Istituto Penitenziario di Rebibbia rimanendone sensibilmente colpito . In realtà, di questo tema, a parte tra gli addetti ai lavori, se ne parla poco o nulla, si preferisce tenerlo a distanza, allontanarlo. Perchè? Non si hanno gli strumenti per gestire le emozioni che si provano nell’entrare in relazione con certi spazi, con le persone che li abitano. Questi strumenti per potercisi avvicinare quali sono? Ho iniziato a farmi delle domande di questo tipo perchè sinceramente qualsiasi cosa mi veniva in mente di fare mi sembrava banale o poco significativa. Sono abituata a lavorare con temi creativi e perchè proprio in questa situazione non mi veniva nulla?

Ho pensato di dover studiare qualcosa che mi mettesse in condizioni di saperne di più e pur lavorando da tempo in uno studio di avvocati avevo bisogno di un imput emotivo per partire. Uno di loro mi ha regalato un codice penale, proprio perchè aveva capito che c’era da parte mia l’esigenza di studiare, di informarmi. Questo libretto che vedevo circolare per le stanza dello studio ha cominciato ad incuriosirmi. Non lo avevo mai considerato. Ne d’altra parte in uno studio di Avvocati si sente odore di Carcere, saranno le tante carte, notifiche e documenti ad incrementarne la distanza. Eppure se l’atmosfera non si sente lì dove si sente? Cerco un confronto, cerco una persona per parlare di questo tema. Il codice penale diventa uno strumento per agganciarmi concretamente ad un possibile interlocutore. Non un addetto ai lavori (si anche quello) ma un cittadino qualunque.

Ho iniziato a pensare di girare per la città con il codice penale perchè mi interessava prima di tutto partire dalla civitas luogo di confronto dialettico e spazio dove si apprende dall’interazione con l’altro da sè. Andare a scuola, apprendere dai cittadini i contenuti di un testo di cui si parla raramente tra la gente comune ma che costituisce la base per la convivenza sociale e della sua struttura sempre in evoluzione.

Le letture e le relative spiegazioni delle varie leggi ed articoli sono state molto varie. In esse e nei linguaggi diversi utilizzati dagli intervistati si incontrano riflessioni, letture personali e invenzioni linguistiche interessanti: la divertente modalità con cui si domanda e si risponde l’Architetto Renzo Bernardini ragionando per deduzione sul testo, le domande che ci pone Benedetta Rinaldi, studentessa al secondo anno di giurisprudenza, rispetto a fatti accaduti di valore irrisorio che vengono ampliati fin troppo fino a farli diventati dei veri e propri fatti di cronaca amplificati dall’ironia sulla quale fanno leva certe testate giornalistiche; la riflessione che fa il caporeparto della prefettura Di Lello sul tema dell’indulto e sul carcere come luogo di esclusione; il giovane studente di giurisprudenza che parla in modo impostato da avvocato di esperienza che però non si accorge che la pena di morte è stata abolita; la creatività del regista Antonio Venti che dice che i commi così numerati sembrano degli autobus o dei tram; la curiosità del cuoco bengalese che nonostante la difficoltà data dalla lingua non rinuncia a capire cosa c’è scritto in quell’articolo che ha appena letto e la mia difficoltà nel provare a spiegarglielo con scarsi risultati ma con molto impegno ! le parole dell’antropologo Fabio Seri che mettono in discussione il mio approccio al progetto che poi invece dopo la mia spiegazione capisce meglio e accoglie positivamente la richiesta, le misure cautelare personali che diventano effetti personali del detenuto nelle parole dei due studenti dell’Istituto Superiore Rossellini e tutti i gesti di dubbio incertezza indugio di tutti gli intervistati.


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