“My home away from home” 2014

MY HOME AWAY FROM HOME

di: Maria Chiara Calvani per Vis à Vis

a cura di: Silvia Valente

Associazione “Limiti inchiusi”

http://www.undo.net/it/evento/179793

 My home away from home è un modo di dire Canadese per parlare di un posto in cui normalmente non si vive ma in cui ci si sente come a casa.

 A Limosano ad agosto è festa, sembra che tutti ritornino qui da qualche parte del mondo; immigrati di seconda e terza generazione vengono a ritrovare il loro passato, molti provengono da Toronto altri dal nord Italia o da altri paesi d’Europa e del mondo. Il paese si arricchisce di linguaggi diversi, di volti che ricordano i volti di un tempo; gli stranieri si riconoscono, si riabbracciano e si salutano per le strade del paese con gli anziani o chi invece è rimasto qui e da qui non se n’è mai andato.

Limosano, come altri paesi del sud che hanno vissuto il fenomeno dello spopolamento che a partire dal dopoguerra ha svuotato interi centri abitati sia in Italia che altrove, e che ha portato all’abbandono ed alla conseguente distruzione del tessuto architettonico, ha un’identità molle, capace di includere il diverso, quello che porta con sé un mondo nuovo, una nuova identità da un ignoto altrove. Così si mescolano geografie umane a geografie linguistiche e in questa diversità la comunità acquisisce coscienza di una possibile trasformazione culturale ed emotiva.

Ho aperto un ufficio d’ascolto nella piazza del paese facendo firmare dal sindaco un avviso rivolto a tutta la cittadinanza. Ho iniziato a chiedere alle persone che incontravo in piazza e per le strade se avevano il desiderio di raccontarmi un ricordo legato al loro passato, alla vita nel paese alto, ora luogo abbandonato che dorme e vigila insieme sul paese vivo quello abitato.

Ho raccolto testimonianze diverse: memorie legate ai giochi di un tempo, alla vita quotidiana, a momenti di convivialità in cui la comunità si radunava per festeggiare con riti religiosi momenti importanti della vita contadina, pezzi di storia riferita ai monumenti, storie di attivismo politico che hanno fatto di questo paese un punto di riferimento per la partecipazione alla vita cittadina degli abitanti, aneddoti legati al ruolo importante della donna nella gestione della vita della comunità, canzoni limosanesi e piccole memorie, ricordi di momenti difficili dei genitori e parenti degli immigrati. Ho composto una traccia di racconti cercando di legare insieme questi ricordi attraverso delle analogie che emergevano durante l’ascolto. E’ emerso un tessuto narrativo che intreccia vissuti passati e presenti accenti diversi e diversi lingue, emozioni e ricordi.

La voce di un paese descrive un’identità in mutamento e l’architettura è solo una parte di quest’identità.

La sera prima del laboratorio con i bambini di Limosano, con un gruppo di persone siamo andati a fare un’escursione nei vicoli del paese abbandonato. Siamo entrati in alcune case ed abbiamo osservato gli spazi ormai degradati e in uno stato di avanzato abbandono. Abbiamo preso alcuni oggetti e li abbiamo portati in cima al paese alto.

Il giorno abbiamo raccontato ai bambini del progetto di ascolto e registrazione delle storie delle persone e gli abbiamo mostrato gli oggetti cercando di descriverne i significati; li abbiamo inviati poi a pulirli per poterci giocare.

Il gioco consisteva nel prendere questi oggetti e ridare ad essi l’uso di un tempo. Con una pala di legno per sfornare il pane fare finta di prendere le pagnotte e appoggiarle su un cesto, con il battipanni battere un materasso per togliere la polvere, con lo “struculatore” (la tavola su cui le donne lavavano i panni) lavare gli stracci che erano serviti prima per spolverare gli oggetti fino ad arrivare alla fine del percorso, togliersi le scarpe ed infilare gli scarponi con le “centrelle” (le scarpe che indossavano le genti del paese in passato per non scivolare lungo le strade ripide e ghiacciate del paese).

Dopo il gioco abbiamo proposto ai bambini di inventare, con gli oggetti con cui avevano giocato, un oggetto che potesse contenere l’impianto tecnologico costituito da una tromba, un amplificatore, un lettore mp3 e una luce, una specie di contenitore delle memorie narrative del paese.

Sulla base dei progetti realizzati dai bambini abbiamo elaborato un marchingegno funzionale al posizionamento degli apparecchi.

Sono state utilizzate due sedie della vecchia chiesa, una panca della vecchia chiesa, lo struculatore, un cassetto di un vecchio mobile, un deschetto da calzolaio, un’anta di una dispensa.

Un marchingegno che ricorda la forma di un cavallo di legno partirà dalla piazza di Limosano la sera del 19 agosto per poi essere trasportato fino al paese alto e posizionato all’interno di una stanza del Palazzo. Tutti gli abitanti potranno ascoltare la voce del paese che dalla finestra “marechiaro” della stanza del Palazzo si diffonderà verso la piazza e la campagna intorno.

Testimonianze di:

Stella Donatelli: canzoni di emigranti di Limosano e canzoni di guerra limosanesi

Filomena Santarella: il ricordo delle centrelle e della festa di Sant’Antuono

Angiolina Giancola frammenti di vita in via delle ficine

Giuseppina: episodi di vita quotidiana nel palazzo, la storia del padre che parte per l’america

Gino Donatelli: la famiglia numerosa al paese alto

Fausto Colavecchia: l’episodio della ragazza con la minigonna

Trignetti Antonio: la vita al paese alto e il padre che parte per la guerra

Angela D’Alessandro Giancola: il ritorno del padre e Limosano

Linda Giancola: il racconto della partenza dei genitori da Limosano a Halifax

Francesco Bozza: cenni storici di Limosano

Pino Braia: Ahi Ahi Ahi

Maria Luisa Giancola: Il nonno

Marilena Pulla: Ritorno a Limosano

Corvinelli Maria: Sambrella e canti di processioni

Maria Giancola 7 sorelle per 7 giorni

Banda di Petrella musica

Giovambattista Romano i giochi antichi a Limosano

Fiorucci Mario quando si ammazzava il maiale

Eva Lombardelli Repubblicani e democristiani

Nicola Minicucci riflessioni legate alla politica del paese

Kadija El Rami da Casablanca a Limosano

Con la partecipazione dei bambini di Limosano: Luca Minicucci, Milena Minicucci, Lara Colavecchia, Clarissa Minicucci e Anastasia.

Con la partecipazione di: Lavinia Palma, Giacomo Capaldi, Laura Calderoni, Nichi Vendemiati e Tommaso Battista.

Montaggio del marchingegno: Nicola Covatta

Realizzazione rivestimento seduta del marchingegno e fibbie per l’amplificatore del marchingegno: Massimo e Carlo Fiorucci; un ringraziamento al Comune di Limosano.per il supporto e l’ospitalità ed a Nino Covatta per la concessione della finestra marechiaro.

* Il progetto verrà pubblicato in rete e la traccia audio potrà essere ascoltata da chiunque abbia interesse.

English version

MY HOME AWAY FROM HOME

I was invited in an artist residency in Molise a small region in south Italy.

I was invited in Limosano a small small village.

Most of the inhabitants of Limosano after the second world war are emigrated to Canada, Australia, North of Europe and north Italy to find new life. Limosano like most other villages in south Italy risks to remains a phantom village because of the emigration, poverty, lack of new work, lack of new investment.

The local administration couldn’t do anything because they don’t have to much money to restored those historic center and to repair it. There is a lack of policies in Italy to solve the problem of abandoned historic center.

In Italy most of  historic centers are abandoned and most of it because of earthquake are completely destroyed.

When I arrived in Limosano the first thing I saw is the upper old village completely destroyed.

Looking it from far away you could find it in a good condition but if you try to enter inside it’s street you can see destruction. The doors were opened and I could entered inside and see most domestic object like tables, sofa, cupboard, shoes, clothes completely abandoned under dust and trash materials.

So I didn’t realized why the actual municipality did not take care about it, and why the inhabitants who live in the lower part of the village did not do anything to change this sort of trash memory of their past. It was orrible to me !

For first thing I whent to Major of town and I asked her to made a signature in my announcement.

In the announcement I written that during my artist residency I’ll opened a public office in the public square of the village in order to meet people, listening them telling stories to me and memories about their life in the old town.

I met a lot of Canadese and Australian people (because of they come back in summer to visit their relatives). I interviewed them and other inhabitant of Limosano, most of them was 50’s years old and old men and women who known past uses, past religious event, past lifestyle in the village and so on.

One of them was a women from Casablanca Marocco, she actually works in Limosano.

I’ve spoken with them and recorded their voices and their stories. I interviewed almost 30 people in ten dais. Peoples told me different memories about old game that children used to play, old war song, how they lived in poverty, the religious event and religious parade for the patron of the village, the old and poor meals prepared using harvest products and how did the changes in politic in the villages …

After this stage of listening e recording all kind of stories and memories with the help of my collaborators and some people frome Limosano involved in the project, we went inside the abandoned houses and we gathered some old and broken object from those houses like….chairs, desk, drawers, and some other object used in the past time for past use like a sort of tables named “stuculatore” in which women washed clothes, or a sort of paddle to put in and out bread from the oven, shoes with nails under the sole used in past in order to not slide because of snow… and other old object from the abandoned church.

The association that had organized the artist residency organized also a children’s laboratory with the artist.

So the next day I met the children and I told them my idea. I shown them the gathered object and I told them it’s stories. I invited children to clean those object wash it… they were funny and happy to clean it with buckets filled with water and tatters.. then at the end I arranged for them a sort of game. The game consisted in a sort of jimcana through the objects. Any children had to pick up one object manage it as it’s old function pick out and run towards another object doing another action.

At the end of the game we asked to the children to design some artefact using those objects.

I told to the children that this sort of sculpture has to contain the audioinstallation: one mp3 lector, one amplification box, one megaphone, one blue light and some other caves for electricity.

I told them that this structure it will became a sort of mobile sculpture for bring past memories through the village. They designed a fantastic project putting together the object.

With the help of my collaborators I try to chose children’s ideas and put it together. Magically and fast we realized the structure a sort of horse made by bench as a lower part of the body, chair as a neck and head (struculatore as a face) a second chair as a back, a door as a belly, a megaphone as a face too.

With the help of the scotch we fixed everything and brought it in the public square to show to inhabitant. They like and they said that the structure look like an horse. I don’t know why but it’seems to be an horse!

With the help of one carpenter of the village we fixed finally everything and we brought in square and turn on. It was really exciting to see peoples that recognized their voices. The megaphone spread through all town those voices, and old village lived again in the present, some children rode the horse through the Limosano square and old women and man their astonished to heard the voices and stories told by other neighborhood. Inhabitants like to much this structures made by themselves and their community.

The end of my artist residency coincided with the holy event related to the saint patrons of Limosano. I told with the priest and I said to him that I would like to present the horse in church at the end of celebration in order to advice inhabitants and invite them at the presentation. The priest told me that the celebration has been celebrated by Bishop.

the next day at celebration time I brought the horse in church the church it was full of people and I’m exited for the event. I awaited the Bishop and I told him fast my project. The Bishop said yes because of his sensibility about the precarious situation of Limosano old village. At the end of the celebration he gave me the microphone and I could present to the citizenship the entire project.

Peoples after presentation carried the horse and taken it in procession back to the Saint Ludovico…

 

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The office in the Limosano square

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The announcement signed by the Major

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Me in my office in Limosano square

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The Limosano old village map and some documents about Limosano stories

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Sketch book

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At work

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Interview to Francesco Bozza

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Interview to Stella Donatelli

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With Angiolina and Filomena in tour of abandoned houses in old village

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Inside the abandoned houses

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In Giuseppina’s Pulla home

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Giuseppina’s Pulla father ad his accordion

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Saint Ludovico, patrons of Limosano, procession. Photo found in Giuseppina’s Pulla home

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In maria’s home with Antonio e Maria

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Copertina

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Photos with interviewed peoples and childrens

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The object cleaned by the childrens

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The projects made by childrens

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The horse made with abandoned object

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Peoples from Limosano talked about the structure

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Carpenter fixed up the pieces in his laboratory

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In to the laboratory

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Children ride the horse/structure

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different photos about the structure in the Limosano square

during it’s talking to the citizens of Limosano through it’s megaphone

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The procession of saint Ludovico and the horse back to the Saint

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41 video my home

 

 

 

 

 

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48 video my home

 

 

 

 

Fireworks, Limosano 21 agosto 2014

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