“Genziana Negritella Edelweiss – una geografia della memoria” 2011

 

Relazione descrittiva dell’opera:

 “Genziana Negritella ed Edelweiss – una geografia della memoria”.

 

L’opera artistica, Genziana Negritella ed Edelweiss – una geografia della memoria, proposta per essere realizzata sulle due pareti attigue e sul pilastro dell’aula magna della scuola (sezione C), è un omaggio alle donne della valle che durante la guerra hanno dovuto sostenere enormi fatiche nel portare aiuto ai soldati, allontanandosi  dalle loro case, viaggiando con carri pesanti trainati da buoi sulle pendici scoscese delle montagne, sottoponendosi alle intemperie a ai tremendi freddi delle quote elevatissime delle catene montuose diventate teatro di guerra.

L’opera si pone come ulteriore obiettivo quello di far dialogare due macrotemi importanti del territorio: La  storia e la leggenda.

 

Il macrotema della guerra

Il territorio della Val di Pejo, come quello di  tutta la regione, dal punto di vista storico, è stato teatro di accadimenti che hanno segnato profondamente la sua identità. Sono ricche le biblioteche di testi relativi alla guerra, ricchi i paesi di monumenti e di musei. Contenuti e documenti importanti negli spazi espostivi  sono offerti al pubblico con un approccio didattico tale, da  offrire una risposta esaustiva al sempre crescente interesse che la popolazione ha nei confronti di questo tema. Consapevoli di questo, si è voluto, in questo contesto e per una scuola, indagare il tema della guerra declinandolo rispetto alla memoria della gente del luogo.  Si cercava uno spunto legato alla memoria della guerra bianca che coinvolgesse emotivamente il contesto della Val di Pejo e i suoi abitanti;

 

“Cosa esattamente si conserva tutt’oggi nella memoria della gente del luogo di quanto accaduto nel passato?”

La risposta è arrivata da un abitante della zona (conosciuto durante la fase di indagine e di ricerca sul campo), il quale, in risposta a questa domanda, ha voluto  porre l’accento sulla memoria che ancora gli abitanti conservano delle fatiche e delle enormi difficoltà vissute  dalle donne che percorrevano con carri e buoi le pendici scoscese dei monti, le cui vette erano teatro di guerra e violenza, per portare le merci, i viveri e le cose per la sussistenza ai soldati. Ne è testimonianza una fotografia, fornita dall’ abitante stesso, proveniente dall’archivio viennese e datata 1917, che molte famiglie conservano nelle loro case in memoria dei loro antenati e in memoria di quanto accaduto. Il documento fotografico,  ritrae tre donne che con un carro trainato da due buoi,  salgono in quota per portare il filo spinato ai soldati. Una scena di vita semplice, ma significativa del periodo, indicativa di un momento vissuto dalla maggior parte delle famiglie di questo territorio: la fatica, il freddo, le cose utili  da portare ad alta quota, gli affetti lontani,  la ricerca di un’identità frammentata.

 

Il macrotema della leggenda

La seconda riflessione vuole indagare il tema della  leggenda di cui il territorio è anch’esso ricco. Nel testo “Lungo le rive del Noce – Leggende e racconti delle valli di Non e di Sole” di Quirino Bezzi, (trovato anch’esso durante la fase di indagine nella biblioteca di Cogolo) si sono  individuate tre leggende della Val di Pejo. Esse narrano in forma di aneddoto semplice, i temi del  lavoro nell’agricoltura e nella pastorizia e il lavoro in miniera anch’esso estremamente faticoso e duro ma, in passato, unica risorsa.

Le  leggende sono lo specchio di una cultura, dell’ identità di un territorio; se si cerca di capire cose accadute in uno specifico contesto in tempi lontani, si va a cercare nelle leggende perché sono il concentrato in forma simbolica degli accadimenti svoltisi nella realtà. Sono lo specchio della vita della gente, tramandate di bocca in bocca dalle depositarie di questi racconti: le donne. Donne che da secoli davanti al focolare o all’interno dello spazio domestico hanno raccontato, ed, attraverso la narrazione, lenito i dolori, superato e fatto superare ai loro cari le fatiche e  le angosce, e ai loro bambini le paure.

Sulla base di questi due macrotemi si è voluta costruire una geografia, che come un organismo complesso di questo contesto, narra sia la storia di un passato prossimo:  la guerra, sia una storia più lontana e comunque aderente alle caratteristiche del luogo stesso: la leggenda.

L’opera è un omaggio a queste tre figure femminili (e dunque a tutte le donne del luogo mogli e madri dei futuri abitanti)  alle quali si è voluto dare un nome: Negritella, Edelweiss e Genziana e alle quali si è voluta affidare una leggenda da portare ad alta quota sulle cime del Vioz, del Cevedale e della Presanella. Un omaggio a chi non solo ha portato cose e merci,  ma anche piccoli racconti, piccole storie dalle quali poter ripartire.

Il pilastro costituisce la legenda della mappa e diventa una specie di totem della memoria intorno al quale riflettere. Nei tre lati di esso, sono raffigurate le tre donne, ognuna con il rispettivo fiore e la rispettiva leggenda. Nella quarta parete del pilastro invece è installata la stampa del documento fotografico ispiratore del progetto artistico: la traccia  storica che resta per dare voce alla memoria, con la didascalia relativa alla foto e un breve testo che fornisce gli strumenti per leggere l’opera nel suo complesso.

Relazione tecnica

 

L’opera (di cui se ne consegna il bozzetto in scala 1:5 cm 70Hx192L) copre tutta la superficie a disposizione: pareti e pilastro.

LE DUE PARETI:

1) Il disegno della geografia del territorio e il disegno delle tre donne (ispirato al documento fotografico) verrà eseguito con la tecnica della tempera acrilica (resistente all’acqua) su muro (previa trattamento del muro e con successivo fissante).

2)  Le silouette 3D delle immagini relative alle tre leggende sono in legno di 2 cm. spess. (privilegiando il legno del luogo, abete rosso, appositamente trattato con impregnante ignifugo), tagliate al laser e incollate a parete nei punti corrispondenti. Soltanto  le silouette delle immagini: genziana, stella alpina e negritella, sono colorate di blu, giallino, rosso scuro (con tempera acrilica lavabile) ed anch’esse incollate a parete nei punti corrispondenti.

IL PILASTRO:

1) Lato verso l’ aula magna: il documento fotografico stampato su superficie metallica e protetto da una pellicola plastica protettiva (lavabile) è incollato sulla superficie del pilastro. Il testo sottostante è realizzato con caratteri tipografici plastici adesivi, incollati sulla superficie del pilastro.

2) Restanti tre lati: superfici decorate con tre silouette di legno e foglia d’oro incisa, raffiguranti le tre donne, installate una per lato. Sotto la scultura-silouette il testo della corrispondente leggenda è realizzato con caratteri tipografici plastici adesivi incollati sulla superficie del pilastro.

TEMPI DI REALIZZAZIONE: 20 giorni lavorativi

Durante la fase di montaggio e realizzazione dell’opera l’area verrà protetta per evitare che soggetti esterni (bambini, insegnanti e personale non docente) possano interferire con i lavori. L’opera non presenta particolari pericolosità in quanto trattasi di opera pittorica su parete. Si elimineranno tutte le spigolosità del taglio del legno nella realizzazione delle silouette stondando e levigando le bordature. Le tre silouette che verranno installate sul pilastro sono collocate a circa 1,60 cm d’altezza e comunque fuori dalla portata dei bambini. Le colle usate per il fissaggio sono a presa rapida e garantiscono al 100% la tenuta a parete.

Si riporta la corrispondenza via mail con un abitante di Pejo conosciuto in seguito ad una telefonata fatta al museo “la Guerra sulla porta” per fare richiesta di un testo sull’argomento.

Gentile Sig.

avrei necessità di consultare un testo che in modo chiaro descriva l’evento della grande guerra nella zona della val di Pejo.

Avrei bisogno di mappe con i luoghi specifici delle zone dove si sono svolte le battaglie sempre con particolare riferimento alle zone della valle di Pejo.

Mi ha suggerito oggi al telefono un testo che può essere esaustivo e mi ha prospettato la possibilità di un prestito.

Sto partecipando ad un concorso per la realizzazione di un’opera artistica per la scuola di Cogolo che scade il 30 settembre (avrei dunque necessità del testo con una certa urgenza). Essendo l’obiettivo del concorso quello di fornire attraverso l’opera delle terstimoninaze relative alla grande guerra vorrei documentarmi su dei testi che gli addetti ai lavori consigliano. Mi interessa chiaramente attraverso l’opera che realizzerò fornire una mappatura geografica visiva dei luoghi della guerra in val di pejo.

Le sarei grata se riuscissi ad avere tramite il museo un prestito del libro che mi ha consigliato o un testo analogo (chiaro anche per un lettore non avvezzo a certi temi)

Cordiali Saluti

buongiorno

prova a fare qualche ricerca in internet ho visto che se inserisci guerra d’ acquile o guerra in alta quota qualcosa sulla val di peio e sulle battaglie del san Matteo si trova altrimenti dammi l’ indirizzo che ti mando un libro da consultare

un saluto

Grazie mille intanto per il consiglio, in realtà io sono stata a Pejo questa estate e sono andata in biblioteca lì mi sono fatta fotocopiare un testo che si intitola la guerra sui monti dell’alto Noce dal 15 al 18 mi sembra abbastanza esaustivo. Proverò a tirare fuori i concetti da questo testo. Sono andata in internet in questi giorni ed ho trovato tantissimi siti che trattano l’argomento…

Volevo chiederti un consiglio: “Cosa esattamente si conserva tutt’oggi nella memoria della gente del luogo di quanto accaduto nel passato?”

Ovviamente se ti è possibile.

Nel frattempo ti ringrazio molto

ciao

penso che la principale caratteristica della guerra qui non siano i combattimenti ma la difficolta della vita durante gli inverni passati a piu di 3500 di questi soldati che dovevano mantenere il presidio delle nostre cime piu alte e per la popolazione ormai senza niente che era obligata al trasporto del materiale in quota ed essendo gli uomini al fronte il trasporto con cariaci era fatto dalle donne

potresti pensare a questi concetti senza toccare la guerra effettiva ma alle sue conserguenze per una scuola sarebbe forse piu adatto

un saluto

Buongiorno

Hai per caso un documento? Una fotografia che documenta quanto mi dici?

Ciao

la foto viene dall archivio storico di vienna ma gia qualcuno in paese l’ aveva tra i ricordi della guerra dovrebbe essere dell anno 1917 è stata publicata su alcuni libri ultimamente e non ha titoli o autore

un saluto e buon lavoro

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