“Sweet Dreams” installation 2007

Possiedo da anni un diario in cui ogni mattina scrivo i sogni fatti la notte precedente, corredando lo scritto, se necessario di disegni e brevi schemi piccoli souvenir del mondo notturno.
Nel corso di questa pratica mi sono accorta che più prestavo attenzione al mio mondo onirico cercando di descrivere il sogno nei minimi dettagli, più la mia attività onirica si arricchiva di contenuti, di particolari e immagini. Questa pratica così ricca di suggestioni notturne, si manifestava poi nella mia vita reale con una serie di stimoli che accentuavano le mie possibilità creative. Questi stimoli potevano essere immagini che mi venivano alla mente mentre stavo svolgendo un compito o stavo sviluppando un progetto, l’immagine poteva aiutarmi a darmi uno spunto o una suggestione che mi portava a sviluppare quel compito in un modo convincente, interessante. Ho pensato che spesso le persone fanno poca attenzione ai propri sogni oppure magari si ricordano un sogno, lo raccontano (spesso per parti per paura di rivelare la parte terribile che il sogno contiene) ma poi tutto finisce li, mentre appunto un dialogo aperto col proprio mondo onirico potrebbe fornire degli stimoli utili da riportare anche nella propria quotidianità. Sweet dreams è un invito ad osservare ciò che lo spazio del sonno (spesso terribile, osceno, drammatico, violento) ci suggerisce. Parole che rimangono intrappolate tra le pieghe del cuscino al risveglio, che descrivono spesso spazi dove le corde dell’intimità vengono toccate in maniera profonda che possiamo raccontare senza paura di essere estremi, senza mediazioni perché provengono da un mondo sconosciuto, un mondo del sogno senza colpe. Con sweet dreams desidero che i miei sogni diventino traccia sul mio cuscino per poterli guardare cogli occhi del giorno e rifletterci durante il risveglio e un invito a prestare attenzione ai propri sogni a non dimenticarsene.

English version

SWEET DREAMS
Installation
I have been writing my night dreams on a diary for many years, adding drawings and short diagrams, a small souvenir of my world overnight.
This practice of describing my dreams in detail, made them seem richer in content and full of particular imagery.
The practice was so full of suggestions, making my creative possibilities wider.
People often pay little attention to their dreams or, they would hesitate to reveal them to the world, scared perhaps of the terrible scenes within them, so everything ends as an unfinished tale.
Dreams rarely became an integrated part of the every day life.
An open dialogue with the dream world could provide plenty of issues to analyzed and used in a daily base.
Sweet dreams are an invitation to observe the sleeping space (often terrible, obscene, dramatic, violent.)
The words trapped between the folds of the pillow; they describe psychological places where the strings of intimacy are deeply touched.
We should be able to tell each other these dream words, without the fear of seeming too extreme, without mediation if only because they come from an unknown world, a world of dreams without sin.

19-sweet-dreams1

20-sweet-dreams1


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: