“TERRA ALLA TERRA MATTA”, site specific action, 2013

Concorso Vetrine Letterarie 2013

“TERRA MATTA”

Installazione performativa di Maria Chiara Calvani basata sul testo: TERRA MATTA, Vincenzo Rabito, Ed. Einaudi.

Vincenzo Rabito ha scritto la sua autobiografia, su una vecchia olivetti, per sette anni della sua vita, tra il 1968 e il 1975. Il prodotto di questo lavoro è un’opera monumentale, forse la  più straordinaria fra le scritture popolari mai apparse in Italia: si tratta di 1027 pagine a interlinea zero, senza un centimetro di margine superiore né inferiore né laterale. Dopo la morte dell’autore, l’opera è rimasta in un cassetto fino al 1999, quando il figlio, Giovanni Rabito, l’ha inviata all’Archivio diari stico nazionale di Pieve Santo Stefano, presso cui è conservata e consultabile. … L’opera è scritta in una lingua orale impastata di “sicilianismi”, con il punto e virgola a dividere ogni parola dalla successiva. Rabito si arrampica sulla scrittura di sé per tutto il Novecento, litigando con la storia d’Italia  e con la macchina da scrivere, ma disegnando un affresco della sua Sicilia così denso da poter essere paragonato ad un Gattopardo popolare.

Nota dell’editore

… un diario di vita un viaggio lungo un Novecento, scritto con parole semplici, infilate una accanto all’altra come quelle pietre-zolle arse ed indurite di terra di Sicilia poco levigata tenute insieme soltanto dalla crudezza dell’esistenza che si è raggomitolata in queste carte sotto forma di racconto …

Maria Chiara Calvani

IL PROGETTO:

La storia di Salvatore Rabito è la storia di un viaggio comune, le geografie che  ha attraversato e alle quali ritorna con il suo narrare, sono fatte di durezza del vivere, sono geografie di guerra osservata con gli occhi di chi è stato  sottratto con la forza al proprio territorio, ai propri affetti, alle sfumature conosciute delle espressioni del volto delle persone amate, ad una dimensione quotidiana che sebbene costellata di lavoro duro  ed umile è di fatto una geografia di appartenenze, di legami affettivi.

La geografia di Rabito è la geografia di chi subisce un allontanamento dalla terra dura ma amata perché coltivata, plasmata col sudore del fare e si trova a combattere per difendere territori di cui non ne conosce i confini, a fare la guerra contro chi ha la sua stessa voce semplice sebbene provenga da un territorio diverso.

E’ la geografia  di mio nonno, e la geografia di tutti i nostri nonni,  dura, estraniante e drammatica.

Leggendo le pagine di Terra matta più volte mi sono venuti in mente aneddoti che Francesco mio nonno  mi raccontava, cadenzando il tono della voce a seconda della ferita più o meno rimasta aperta e della difficoltà passata in luoghi diversi dal suo con il terrore negli occhi il coraggio nelle mani, un viaggio in  luoghi stranieri  in cui è stato condotto c,ostretto ad indossare con una divisa militare fuori misura. Il tono, la vivacità delle parole di Rabito il colore delle immagini che si sono formate nella mia mente durante la lettura mi hanno suggerito il tema della vetrina letteraria intorno al quale mi interessa lavorare.

Progetto.

Il progetto installativo si articola in 3 fasi 1° 2° e 3° giorno:

1)    Fase installazione (1° giorno) delle pagine del libro Terra matta all’interno della vetrina con la tecnica della colla di farina, se possibile, altrimenti con nastro biadesivo (fig n.1); le parole con le note saranno evidenziate in rosso rispetto al testo (che rimarrà di un colore grigio chiaro) come a voler sottolineare l’importanza della lingua dialettale della regione (fig.2).

Questo racconto è una geografia di parole, di riti quotidiani,  di semplici narrazioni scritte nel dialetto della sua regione (la Sicilia) a volte di difficile comprensione, ma musicale, come fosse uno scioglilingua, una cantilena che si dipana  lunga per narrare i giorni uno dietro l’altro,  per snocciolare le fatiche  ed osservarle sotto forma di parole per alleggerirle ed alleggerire nelle pagine bianche il peso dell’esistenza. Descrizioni della contingenza del vivere, di emozioni vissute attorno a piccole cose, attorno agli accadimenti della via, ritagli di realtà attraverso “visioni” notturne.

Oltre alle pagine verrà installata sempre a parete una gigantografia di una mappa dell’Italia tratta da un atlante geografico del 1899 (data di nascita di Vincenzo Rabito), un mobiletto con sopra appoggiata una lettera 22 Olivetti ed una penna rossa.

2)    Intervento narrativo (2° giorno e 3° giorno) delle persone che verranno in visita durante i tre giorni e racconti di storie da parte di chi si lascerà coinvolgere (alcune storie verranno riprese ed il materiale audio e video diventerà parte del progetto, le persone che parteciperanno potranno scrivere i loro nomi con la macchina da scrivere lettera 22 appoggiata sopra un mobiletto installato appositamente). Le persone potranno contribuire nell’attribuire significati alle parole evidenziate in rosso o potranno aggiungere parole della propria lingua dialettale per ricostruire un dizionario di termini popolari.

L’intenzione è quella di raccogliere un sapere popolare attraverso scritti di persone del luogo, che hanno legami con lo spazio e i suoi monumenti, il fare, il costume culinario e narrativo. Predisporre un archivio di parole con sfumature dialettali diverse, storie, canzoni filastrocche, detti usanze modi di dire che legati al contesto reale, ne restituiscono un ritratto culturale, scoprire un paesaggio emotivo che mescola il canto, la filastrocca, il detto scaramantico, il proverbio, al sapere comune.

Tre esempi (fig. 3). (vedi immagini in allegato)

Quando ho letto questo romanzo mi sono chiesta quante fossero le persone che hanno nascosto dentro un mobile in cantina, dentro l’ultimo cassetto … fra altre carte… nascosto perché per timidezza non si è mai voluto leggere a nessuno nemmeno in forma privata… un piccolo libro, una storia legata al proprio vissuto personale che si confronta con il vissuto degli altri paesani… Quante persone in queste terre tengono a mente ricordi con accenti difficili a capirsi da noi stranieri. Canzoni poco ascoltate che si portano dietro una provenienza lontana quando la parola era prima suono legato alla terra.

 3)    Intervento grafico ( 2° 3° giorno) su stampa attaccata a parete della mappa dell’Italia prima della prima guerra mondiale (fig. 5), presa da un atlante originale dell’anno di nascita di Vincenzo Rabito (1899) (fig. 4), per costruire una geografia comune sovrapposta alla geografia del viaggio di Rabito. Una geografia di viaggio che tocca luoghi e attraversa la penisola e i suoi territori, una geografia della guerra vissuta dai nostri padri, raccontata da loro. Attraverso segni grafici e appunti scritti come a completare una mappa con le voci di chi non ha fatto la storia nei libri ma l’ha fatta con la sua stessa esistenza. Lasciare  nuove tracce di partenze, tappe, arrivi in luoghi amati o luoghi estranei e sconosciuti come nel viaggio di Rabito.

 

Terra Matta

terra matta tavole di progetto

“TERRA ALLA TERRA MATTA”

 

Installazione performativa di Maria Chiara Calvani basata sul testo: TERRA MATTA, Vincenzo Rabito, Ed. Einaudi.

Il progetto è articolato in 2 parti.

PRIMA PARTE

Una parete vetrata con attaccate le pagine del libro “Terra matta” di Vincenzo Rabito. Le parole cerchiate in rosso sono i termini del dialetto siciliano la cui traduzione si trova in basso in corrispondenza delle note.  Le persone sono invitate dall’artista a trovare sfumature linguistiche diverse da luogo a luogo e ad aggiungerle con il pennarello rosso scrivendo sul vetro in corrispondenza della parola scelta. Le pagine attaccate le une accanto alle altre in sequenza dalla prima all’ultima formano una carta unica, una mappatura linguistica con etimologie trovate e da trovare, sfumature di dialetti di terre vicine e sempre diverse, declinazioni narrative ed emotive delle parole stesse, che cresce al crescere degli interventi fatti dalle persone fino a diventare un intreccio, una geografia di strade piazze e città di un linguaggio che si trasforma.

DSCN4823

SECONDA PARTE

Una video proiezione a parete della durata di un ora circa. La protagonista per 40 minuti pesca dalla propria memoria parole del libro letto e parole legate alla sua storia personale. Una serie di parole, canzoni e proverbi che fanno riferimento alla storia del nostro paese: l’Italia in particolar modo alle due guerre vissute personalmente da Vincenzo Rabito e raccontate nel libro si alterna e si mescola apparentemente senza senso alle parole dei ricordi che l’artista ha delle due guerre e della storia politica del suo paese provenienti dai racconti dei  propri nonni. Date si mescolano a canzoni della prima e della seconda guerra mondiale, aneddoti e racconti di sogni fatti dal nonno nelle trincee di guerra si mescolano a canzoni fasciste e comuniste ormai entrate a far parte di un immaginario collettivo. Questi inni svuotati di senso ma dalla protagonista del video volontariamente cantati con un tono alto sembrano litanie noiose appartenenti ad un passato che ha perso la sua umanità. Alcuni termini che la protagonista pronuncia sono sbagliati e stravolgono completamente il senso della canzone, come quando canta (sbagliando involontariamente) nudi passarono quella notte i fanti (anziché muti passarono quella notte i fanti) o faccetta nera bell’abissinia (anziché faccetta nera bella abissina). Un passato solo cantato ma senza radici difficile da riammagliare nelle coscienze che si confonde nelle memorie collettive. Se il senso della storia esiste e si trova nel valore del racconto, mi interrogo se in questo nostro tempo  la tecnica che comunica senza narrare non stia sovrastando la narrazione orale la sola capace di trasmettere perchè basata sul presupposto che se c’è uno che racconta c’è sicuramente un altro che ascolta. Il raccontare, l’ascoltare sono i capi di un filo che lega l’uomo all’altro uomo (Maria Chiara a Vincenzo) una bocca ad un orecchio, un punto di vista ad uno capace di fare propria la narrazione e leggerla con la sua propria esperienza.

Nella seconda parte ricamo la frase “Terra alla terra matta” , esercitando ancora la memoria come nella prima parte, su un pezzo di stoffa di cotone bianco, le parole si alleggeriscono e le canzoni diventano motivetti fischiettati.

La terza parte del video è girata in Sicilia a Chiaramonte del Gulfi il paese in cui è nato Vincenzo Rabito. In un campo di terra arata e scura dietro la casa cantoniera in cui V. R. ha lavorato per molti anni e dove suo figlio Tano mi ha accompagnato, mi siedo ed inizio a tirare fuori dal sacchetto bianco (lo stesso che ricamavo nella prima e nella seconda parte del video) la terra presa nel parco della mia città (proprio nel punto in cui ho girato la prima e la seconda parte del video), la lascio cadere e la mescolo con le mani alla terra di quel campo.

stills

—————————————————————————

stills da video 1, 2, 3

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=347224238755134&set=a.347221938755364.1073741827.100004026838491&type=1&theater http://www.scomunicando.it/arte-moda-viaggi/vetrine-letterarie-tutte-le-foto

backstage

roma settembre 2013
06terra matta

0tterra matta

05terra matta

03terra matta

08terra matta

09terra matta

12terra matta

02 terra matta

—————————————————————————

Sicilia Chiaramonte Gulfi settembre 2013

terra alla terra1

terra alla terra 2

—————————————————————————

Sicilia Giardini Naxos settembre 2013

installazione1

installazione2 copia

installazione vetrina2

installazione vetrina 3

terra matta vettrina 48

terra matta vetrinba 47

terra matta vetrina30

terra matta vetrina20

terra matta vetrina18

terra matta vetrina17

terra matta vetrina15

terra matta vetrina 44

terra matta vetrina 45

terra matta vetrina 46

terra matta vetrina1

terra matta vetrina3

terra matta vetrina4

terra matta vetrina 29

terra matta vetrina 31

terra matta vetrina 32

terra matta vetrina 34

terra matta vetrina 35

terra matta vetrina 36

terra matta vetrina 40

terra matta vetrina 41

terra matta vetrina 42

terra matta vetrina 43

terra matta vetrina 10

terra matta vetrina 14

terra matta vetrina 21

terra matta vetrina 22

terra matta vetrina 23

terra matta vetrina 24

terra matta vetrina 25

terra matta vetrina 26

terra matta vetrina 2

terra matta vetrina 6

terra matta vetrina 7

terra matta vetrina 8

terra matta vetrina 9

rra matta vetrina 60

terra matta vetrin 101

terra matta vetrina 56

terra matta vetrina 63

terra matta vetrina 62

terra matta vetrina 67

terra matta vetrina 65

terra matta vetrina 64

terra matta vetrina 74

terra matta vetrina 58

terra matta vetrina 77

terra matta vetrina 78

terra matta vetrina 79

terra matta vetrina 80

terra matta vetrina 86

terra matta vetrina 92

terra matta vetrina 76

terra matta vetrina 85

terra matta vetrina 93

terra matta vetrina 94

terra matta vetrina 98

terra matta vetrina 95

terra matta vetrina 97

terra matta vetrina 98

terra matta vetrina 99

terra matta vetrina 61

terra matta vetrina 100

terra matta vetrina 95

terra matta vettrina 89

terra matta vetrina 57

terra matta vetrina 104

terra matta vetrina 105

terra matta vetrina 106

terra matta vetrina59

terra matta vetrinas 110

terra matta vetrina90

terra matta vetrtina 91

terra matta vetrina 108

terra matta vetrina 54

terra matta vetrina 55

terra matta vetrina 53

terra matta vetrina 51

————————————————-

————————————————–

——————————————–

con Tano e Laura Rabito

Maria Chiara Calvani

Foto scattate durante i giorni di “Vetrine letterarie II edizione” Giardini Naxos 2013

Maria Chiara Calvani

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: